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Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Marsicano

Foto aerea di Avezzano e della piana del Fucino
La Marsica si estende per circa 1.906 km² su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d’Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km²), dai piani Palentini (60 km²) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 metri slm, mentre l’area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 metri slm. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull’alveo dell’antico lago, che presenta un’escursione di appena 50 metri[7]. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine[8]. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori.

Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L’area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest[9]. I gruppi montuosi nord occidentali pongono l’area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini[10].
Valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. Buona parte del suo territorio è incluso a sud est nell’area del parco nazionale d’Abruzzo e a nord est nel parco regionale Sirente-Velino. È posta al confine della Marsica con la Valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina[11].
Valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio a Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici[12]. A nord la valle di Nerfa e i piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale.
Piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell’Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal gruppo Cicolano/Duchessa/Velino[9][13].
Parco nazionale d’Abruzzo: l’area marsicana posta più a meridione è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi, situati nel cuore dell’area protetta. Separa la Marsica dall’alto Sangro e dalla catena montuosa dei Monti della Meta e delle Mainarde, al confine tra Lazio meridionale e Molise[14][15].

Il monte Viglio, cima più elevata dei Monti Càntari (2156 m), visto da Avezzano
È delimitata dai seguenti confini:

Nord Est Sud Ovest
Aquilano
Cicolano
Valle Peligna
Valle Subequana
Ciociaria
Monti Ernici
Alta valle dell’Aniene
Monti Simbruini
Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Schema del bacino idrografico Liri-Garigliano

Cascata di Zompo lo Schioppo
Il fiume Giovenco (o Fara) è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Nasce dal monte Pietra Gentile ad un’altitudine di 1250 metri slm, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo. Sfocia nel canale della piccola cinta dell’alveo del Fucino che, oltre la località di borgo Incile, attraversa il monte Salviano sfociando, infine, nel fiume Liri. Il suo bacino idrografico è di 90 km²[16][17].
Il bacino endoreico del Fucino in cui ci sono le sorgenti Restina ed Acquafredda a Venere dei Marsi e Fontegrande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna[18].
Importante fiume marsicano è il Liri che scorre nel territorio per 40 km. Nasce dal Monte Aurunzo (o Arunzo) a 1108 metri s.l.m presso Petrella Liri, in valle di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino del Fucino, attraverso i canali nella galleria del monte Salviano. I maggiori affluenti sono ad est il fiume Giovenco, a nord il torrente la Foce e a sud il Fossato di Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Giunture vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel Mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km²[19]. Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali[20][21].
La Valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono: le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente dello Schioppo sfruttata dalla centrale idroelettrica di Morino[18]. Con un salto di oltre 80 metri, forma la seconda cascata naturale più alta della catena appenninica[22]. A Canistro c’è la sorgente La Sponga, a quota 850 metri slm, mentre l’acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di +9,5 °C e ad un’altitudine di circa 750 metri[23]. Nelle sorgenti di Canistro viene imbottigliata, dal 1975, l’acqua oligominerale Santa Croce[24].
Il fiume Sangro, secondo in Abruzzo (lunghezza di 117 km con un bacino di 1515 km²), nasce dalle sorgenti La Penna a 1370 m di altitudine sotto il Passo del Diavolo (alle pendici del Monte Morrone) riceve sulla destra il fiume Fondillo in territorio di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Nell’Abruzzo meridionale alla base dei massicci calcarei del Parco nazionale d’Abruzzo sgorgano le polle della fonte delle Donne.
Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei Piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a Verrecchie) ed il fosso La Raffia. Attraversa le province dell’Aquila e di Rieti, dando vita alla Valle del Salto, formando il lago omonimo per confluire, infine, nel fiume Velino, in località “Casette” alle porte di Rieti[25].
Il Turano è un fiume dell’Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce dal monte Bove (1348 m) nel comune di Carsoli. A 536 metri slm forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fioio[26]. Di esigua portata sono le sorgenti che dal Monte Velino e dai Monti Carseolani alimentano i bacini del Turano e dell’Imele-Salto[19][27].
Orografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

Grotta del Cervo (Mi-ka-El)
Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena montuosa degli Appennini abruzzesi. Per lo più montuosa presenta tuttavia tre valli: quella del Fucino, la più ampia, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell’area, il Giovenco, è inserito all’interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest.

La superficie complessiva del bacino è importante: pari a 4.984 km² con una lunghezza dell’asta principale di 164 km. L’area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene.

L’assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali del periodo Pleistocene superiore-Olocene sovrapposti a depositi lacustri antichi del Pleistocene medio-Pliocene superiore[28]. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica[29] e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Fucino innevato

Pescasseroli: monte delle Vitelle
Il clima varia molto in base alla zona e all’altimetria a cui si fa riferimento. La zona climatica oscilla fra la classificazione climatica D, E ed F. Si parte dai 340 metri slm del centro di Balsorano, zona classificata D, fino ai 1375 metri slm di Ovindoli, classificata F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono classificati E[30]. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate.

Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all’accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la circostante catena formata dai monti Simbruini, monti della Mèta e, più a sud, dal limitrofo massiccio del Matese. Questa su un tratto di circa 100 km raccoglie oltre 1400 mm d’acqua all’anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste da sci di fondo di Opi[31][32].

In base alle medie climatiche ufficiali nell’altopiano del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell’alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell’agenzia regionale ARSSA[33] comparve anche un dubbio estremo assoluto di -32 °C presso Borgo Ottomila[34], dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici.

 

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