I CASTELLI ANIMATI
Una retrospettiva sui cinque moschettieri dell’animazione
: Castrovillari, Cingoli, Di Girolamo, Gibba, Passacantando.
Cinque talenti, padri dell’animazione italiana, che hanno dovuto districarsi fra le mille difficoltà produttive di un paese che ha spesso rivolto al cinema d’animazione sguardi pieni di sufficienza. Non a caso Gibba ha intitolato la sua autobiografia (edizioni Città di Alassio) Un uomo di grande insuccesso. Giulio Cingoli aveva invece intitolato la sua Il gioco del mondo nuovo (Baldini & Castoldi), soffermandosi spesso sui ricordi di una Milano impegnata dalle pubblicità di Carosello, di un animato mondo meneghino aperto alle influenze della cinematografia dal vero, dell’arte teatrale e musicale.
Negli stessi anni, i Sessanta e Settanta, l’animazione romana si industriava partecipando ai premi di qualità ministeriali che pretendevano un tempo minimo di dieci minuti per ogni cortometraggio. In quella realtà si trovavano spesso a lavorare e collaborare Giorgio Castrovillari (strettissimo collaboratore di Pino Zac) e Gibba, mentre Di Girolamo portava avanti il suo lavoro tra sigle televisive e progetti ambiziosi, che sono spesso sogni bruscamente interrotti.
L’opera di Paolo Di Girolamo è al centro di un progetto di recupero e divulgazione promosso da Il Faro di Alessandria, che cura anche la sezione del Festival a lui dedicata nell’edizione del 2008.
Infine, Stelio Passacantando, animatore, pittore e regista di Via Margutta, autore del bellissimo Il generale all’inferno, uno dei picchi artistici dell’animazione italiana. Cinque grandi talenti, cinque grandi personalità che ai Castelli Animati racconteranno l’odissea del cartone nostrano, le tante promesse non mantenute e i tanti miracoli compiuti.
Per maggiori informazioni: castelli animati